CONSULENZA FINANZIARIA INDIPENDENTE

Piattaforma di Social Banking, Corporate Lending e Funding Indipendente

Area Pianificazione e Finanza

Sezione dedicata all'analisi e alla pianificazione finanziaria, previdenziale e successoria. Affiancamento nelle scelte di investimento riservate alla clientela privata.

 

 

Area Aziende e Istituzionali

Sezione dedicata all'analisi e all'assistenza alle imprese per la gestione, il miglioramento e l'ottimizzazione del rapporto banca-impresa. Focus sulle scelte di investimento, di finanziamento e di reperimento delle fonti finanziarie adatte al business aziendale.

 

Area Assistenza in Contenzioso

Sezione dedicata all'analisi e all'affiancamento nella gestione delle trattative e delle controversie con gli Istituti di Credito per la riconciliazione bancaria.

 

 

 
Bank Adviser si occupa dell'analisi, della verifica, della pianificazione e dell'assistenza al cliente  in merito alle problematiche connesse alla gestione finanziaria del proprio nucleo familiare o della propria impresa. Il ruolo del Consulente Finanziario Indipendente viene assunto con lo specifico obiettivo di affiancare il cliente nella gestione dei rapporti con gli interlocutori finanziari e assicurativi, bancari o para-bancari. Il professionista esegue il mandato raccomandfando una strategia da adottare, verificando la validità di uno strumento finanziario proposto o posseduto, studiando la migliore soluzione nel rispetto degli obiettivi del contrattoassegnato e stipulato.

Rassegna Stampa Indipendente:

L'intelligenza Artificiale (da "ilSole24Ore)

07/09/2017
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I piani individuali di risparmio a lungo termine (PIR)

16/02/2017
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In arrivo i rimborsi per gli azionisti di Popolare di Vicenza e Veneto banca

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POLIZZE VITA

29/09/2016
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DAL 1° OTTOBRE 2016 NUOVE REGOLE IN TEMA DI CAPITALIZZAZIONE DEGLI INTERESSI

29/09/2016
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La Gestione dei Crediti Deteriorati (di Michieli Francesco)

01/09/2016
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20/07/2016
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15/06/2016
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BorsaDelCredito.it: il P2P all'italiana

11/06/2016
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2015 12 - Quali Indicatori per capire il Rating di una Banca?

L’interesse generale sulla valutazione della banca è aumentato in seguito al fallimento della Lehman Brothers che ha innescato la crisi finanziaria globale. Prima di quell’evento, non si pensava che una banca potesse fallire, soprattuto perchè a livello sistemico si era soliti pensare che, soprattutto certe banche, erano 'Too big to fail' (troppo grandi per fallire). L’idea di base era considerare una banca 'grande' (in termini di totale attivo o di risparmio gestito) infallibile e anche se in situaione di difficoltà, dare per scontato un intervento statale/governativo, in grado di salvare l’istituto in sofferenza. Nel caso di Lehman Brothers questo non è successo e le conseguenze sono state devastanti a livello globale. La crisi finanziaria ha acceso i riflettori sulle banche (l'origine della crisi), sulla loro solidità e affidabilità, poiche' ci si è resi conto che effettivamente una gestione poco accurata, poco trasparente o avventata (che non cosnidera tutti i livelli del rischio) può davvero provocare degli eventi dannosi per l’intero sistema economico-finanziario globale. Per questa ed altre ragioni, abbiamo deciso di dare a te lettore, qualche spunto per l’analisi della solidita' di una banca, poichè questo potrebbe esserti utile se devi fare un investimento, se hai dei risparmi o in ogni caso se hai interesse a capire quanto effettivamente sia sana la banca che stai studiando. Come abbiamo già fatto per l’analisi delle società (vai a ‘Ratio analysis for dummies’), sono stati considerati diversi indicatori che fanno riferimento a diverse aree di interesse e queste sono: la redditività, l’adeguatezza del capitale, la qualità dell’attivo (in particolare dei crediti verso clienti), l’efficienza e la liquidità.

REDDITIVITA'
La redditività studia la capacità di generare ricavi in grado di coprire i costi. Prima di tutto dobbiamo osservare se la banca chiude l’esercizio con risultati positivi, poichè se ha una perdita, questo è già un primo segnale di qualcosa che non va. Nel caso in cui la banca registri una perdita ovviamente la gravità dipende dalla sua entità, proprio per questa ragione, questa viene confrontata con altre grandezze (tra cui: il patrimonio netto e il totale delle attività).
* Return On Asset (ROA) = Utile(Perdita di periodo)/ Totale attivo (esprime quanto sono profittevoli le attività)
* Return On Equity (ROE) = Utile(Perdita di periodo)/ Patrimonio netto (esprime quanto è profittevole il patrimonio netto)
* Interest Income on Loans = interessi attivi/crediti verso la clientela (Quanto rendono i prestiti verso la clientela).
ADEGUATEZZA DEL CAPITALE
Negli ultimi anni è aumentato l’interesse verso l’adeguatezza del capitale proprio delle banche, questo anche in seguito a limiti sempre più severi imposti dal Comitato di Basilea (comitato di vigilanza sull’attività bancaria). Questo perchè è importante che la banca sia dotata di capitale proprio in modo da far fronte ad eventuali periodi di stress. Il principale indicatore di quest’area è il leverage che viene calcolato come rapporto tra il patrimonio netto e il totale attivo. Questo ratio esprime la porzione di risorse proprie sul totale delle attività. Più alto è questo valore, più la banca ha un capitale adeguato. Oltre al leverage, gli altri indicatori da considerare sopno espressamente previsti, e stabiliti, dal Comitato di Basilea, questi sono i seguenti:
* Total Capital Ratio (Basel) = (Tier 1 Capital + Tier 2 Capital) / Risk Weighted Assets (attività ponderate al rischio) 
* Tier 1 Ratio (Basel) = Tier 1 capital / Risk Weighted Assets(Attività ponderate al rischio). 
I due indicatori sono stati calcolati, usando la seguente formula:
* Tier 1 Capital = Patrimonio Netto – Riserve da rivalutazione; 
* Tier 2 Capital = Riserve da rivalutaizone + debiti subordinati + capitale ibrido + accantonamenti (incluse Imposte differite) + accantonamenti totali per crediti deteriorati e altre reserve. 
Generalmente sono valori che devono essere esplicitati all’interno del bilancio della banca, ma per completezza dell’analisi è stata descritta la sua composizione. Rispetto agli standard stabiliti da Basilea, il Tier 1 ratio deve essere maggiore al 6% (maggiore all’8% entro il 2019) e il Total Capital Ratio maggiore all’8% (maggiore al 10,5% entro il 2019). Come si può notare il capitale aggiuntivo richiesto entro il 2019 è nettamente superiore, da qui la necessità delle banche di ricapitalizzare, per aumentare le risorse proprie a disposizione.
QUALITÀ DELL’ATTIVO
Un’altro problema rilevante, che può avere delle conseguenze sulla solidità di un istituto bancario, sono i crediti in sofferenza. I crediti verso la clientela sono la voce più rilevante nello stato patrimoniale di una banca (soprattutto nelle banche commerciali, casse di risparmio e di credito cooperativo). I crediti deteriorati hanno avuto un ruolo fondamentale nella crisi globale: le banche avevano accumulato troppi crediti deteriorati senza effetture le necessarie svalutazioni (probabilmente erogati a soggetti poco affidabili e non adeguatamente analizzati) tanto da ritrovarsi con un attivo meno consistente di quello dichiarato. In questo caso gli indicatori da considerare sono Qualità dell’attivo = accantonamenti per crediti deteriorati/totale attivo (questo ratio deve essere preferibilmente più basso del 3%).   Qualità dei crediti = Riserva per crediti deteriorati/crediti verso clientela   Questo indicatore misura il peso dei crediti in sofferenza sul totale dei crediti; a differenza di quello precedente, la riserva accumula anno dopo anno i crediti deteriorati, mentre l’accantomento è la spesa destinata a conto economico per l’esercizio considerato.
LIQUIDITÀ
L’abilità della banca di far fronte alle obbligazioni a breve/brevissimo termine viene descritta dall’analisi della liquidità. Negli scorsi anni, abbiamo assistito al cosiddetto fenomeno della “Corsa agli sportelli”. Questo avviene quando un importante numero di clienti della banca inizia a prelevare dai conti di deposito, tutti allo stesso tempo, perchè credono la banca possa diventare insolvente. Questo può effettivamente causare il fallimento dell’istituto, nonostante prima di tale evento non c’era questo rischio. Tale fenomeno (non primo nella storia) ha spinto gli enti regolatori a porre maggiore attenzione allo studio della liquidità della banca, poichè c’è la necessità di capire se la banca ha fondi adeguati per far fronte alle obbligazioni di breve termine con adeguate attività a breve. Alcuni indicatori sono riportati di seguito: Indicatori di breve termine = attività a breve termine/debiti di breve termine Le attività a breve includono soprattutto: crediti e anticipi ad altre banche e cassa ed equivalenti. Mentre le passività correnti comprendono per la maggior parte: depositi della clientela e i depositi di altre banche. Questo ratio risponde alla domanda: questa banca ha abbastanza fondi per far fronte ai depositi a breve, se necessario? Crediti verso la clientela/depositi della clientela . In alcuni paesi questo ratio non può essere maggiore del 100% (ad esempio negli Stati Uniti). Questo significa che le due voci devono essere equilibrate, la banca non può concedere più prestiti (che sono un suo attivo) rispetto alle fonti a breve che ha (che sono un suo passivo). 
EFFICIENZA
Infine abbiamo considerato l’efficienza gestionale della banca, quindi la capacità di coprire i costi operativi con adeguati margini. Efficienza = (spese per il personale + Altre spese operative)/(Margine di intermediazione). Il valore preferibile che questo indicatore deve avere è inferiore al 100%, più basso è più la banca è efficiente.

 

 

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